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LA CHIESA GRECO-CATTOLICA BIELORUSSA

Mgr Alexander Nadson

Traduzione italiana: Sergio Stasievich, Morena Sambenini 

UNO SGUARDO NEL PASSATO

I Bielorussi, nonché gli altri popoli slavi orientali, vedono nellanno 988 la data ufficiale dintroduzione del Cristianesimo nella loro terra. Questo evento, portandoli nellambiente della tradizione ecclesiastica bizantina, gioco un ruolo decisivo nel loro  successivo sviluppo. Facendo parte integrale del Patriarcato di Costantinopoli, loro furono organizzati in una propria provincia ecclesiastica la metropoli di Kiev. La data derezione di sedi vescovili in Belarus, quelle di Polacak e Turau infatti, risale probabilmente a prima dellanno 1005. Polacak fu la capitale del principato, che comprendeva circa un terzo dellodierna Belarus. Il suo capo, il principe Usiaslau (1044-1101), soprannominato Il Mago, fece costruire la cattedrale di Santa Sofia in concorrenza con quella della citta di Kiev. Sua nipote Eufrosinia, la Santa patrona di Belarus (c.1101-1167), fondo un monastero di cui divento la prima badessa. La chiesa del Santissimo Salvatore, da lei costruita, esiste tuttora. Essa viene considerata un eccellente esempio della primitiva architettura ecclesiastica bielorussa. Il suo cammino terreno fini durante il pellegrinaggio in terra santa. Nello stesso periodo circa San Cirillo, vescovo di Turau (c.1113-1190), divento famoso come predicatore e maestro spirituale. Per la fama delle sue omelie egli merito il soprannome di Crisostomo della Rus, cioe degli slavi orientali. Le sue preghiere avevano molta popolarita e furono ristampate in parecchi manuali di preghiere nei secoli XVI e XVII.

Una delle conseguenze di essere nellambito dellinfluenza bizantina fu che, dopo la tragica divisione fra Costantinopoli e Roma nel 1054, i bielorussi ed altri slavi orientali si trovarono, senza colpa propria, separati dalla Sede di San Pietro. Nonostante cio, lo stesso fatto dellappartenenza formale alla chiesa ortodossa non ebbe alcun effetto sui rapporti damicizia con i loro vicini - cattolici occidentali. Gia nel trecento nella citta hanseatica di Riga (adesso capitale della Lettonia), fondata dai cavalieri teutonici (di Livonia), esisteva la chiesa di San Nicola, soggetta alla giurisdizione del vescovo di Polacak. La chiesa veniva frequentata dai mercanti bielorussi di passaggio in citta.

In conseguenza dellinvasione tartara e della caduta di Kiev, nel XIII secolo il metropolita fu costretto ad abbandonare la sua sede e dopo un periodo di vagabondaggio scelse come sua nuova residenza Mosca, che in quel tempo comincio ad emergere come nuova forza politica.

Belarus non fu mai invasa dai tartari, principalmente grazie al fatto che, dalla meta del secolo XIII, praticamente tutte le sue terre diventarono parte di un nuovo ente politico conosciuto come il Gran Ducato di Lituania. In questo stato multietnico bielorussi e lituani formarono i due maggiori gruppi etnici. Questi ultimi rimasero ancora pagani e non possedevano una propria lingua scritta. I bielorussi invece, in virtu dei quattro secoli di cultura cristiana, giocarono negli affari dello stato comune un ruolo piu importante. Verso la meta del secolo XIV il bielorusso divenne la lingua ufficiale del Gran Ducato. Alla fine del XIV secolo la Lituania fece ununione politica con la Polonia. Una delle condizioni dettate da tale unione fu che il Granduca e tutti i Lituani  ancora non battezzati dovettero convertirsi al cattolicesimo.

Il trasferimento della sede metropolita a Mosca non fu benvista dai granduchi, che rifiutarono di accettare la giurisdizione del metropolita residente in un paese straniero e spesso ostile. Cosi iniziarono i loro tentativi, contrastati da Mosca, di formare la separata metropoli Lituana. Tali tentativi ebbero successo solo dopo lUnione di Firenze (1439). Uno dei firmatari dellUnione e suo entusiastico sostenitore fu il Metropolita di Kiev, Isidoro (1437-1458). Creato cardinale e nominato legato pontificio egli si reco a Mosca nel 1441 per proclamare lUnione. Imprigionato dai moscoviti, che rifiutarono il suo messaggio, egli riusci a fuggire nel Gran Ducato di Lituania, dove ebbe unaccoglienza piu favorevole. La rottura finale avvenne nel 1458, quando il Papa nomino per la sede di Kiev il vescovo Gregorio (1458-1472), un vecchio compagno di Isidoro durante il suo disastroso viaggio a Mosca. Da quel momento la chiesa ortodossa russa divento la separata provincia metropolitana di Mosca, ostile a Roma. La rimanente parte della vecchia provincia metropolitana di Kiev, nei confini del Gran Ducato di Lituania e Regno di Polonia, mantenne il suo nome tradizionale, benché il metropolita non risiedesse piu a Kiev, ma a Navahradak in Belarus occidentale. Essa fu cosi formalmente unita a Roma. Un esempio che potrebbe essere daiuto per comprendere cio e la figura di Francesco Scaryna (circa 1490 - 1551), figlio di un mercante di Polacak, dottore in medicina alluniversita di Padova, primo tipografo bielorusso e traduttore della Bibbia, autore del primo manuale di preghiere per i fedeli laici. NellInno della Lode (detto Acathistos) in onore degli apostoli Pietro e Paolo, verosimilmente composto dallo stesso Skaryna, San Pietro e chiamato Vicario di Dio, il capo della Roma gloriosa, nella quale ha lasciato dopo di se il pastore del gregge di Cristo. Linserimento di certe preghiere di San Cirillo di Turau sembra inoltre indicare, che Skaryna, pur essendo un tipico rappresentante del Rinascimento occidentale, rimase attaccato alla nativa tradizione ecclesiastica orientale.

Purtroppo la firma dellUnione di Firenze non ebbe praticamente nessun effetto in Belarus. Non si trattava di opposizione, ma piuttosto di assenza di un interesse piu profondo e di comprensione da entrambe le parti. Verso la fine del XV secolo i legami con il patriarca di Costantinopoli furono ristabiliti, ma senza danneggiare i rapporti amichevoli con i cattolici romani. Lunico effetto fu la rottura definitiva con Mosca e lerezione delle due province metropolitane separate; fatto che, piu di un secolo dopo, rese possibile la proclamazione dellUnione di Brest. 

UNIONE DI BREST

Il secolo XVI vide una rapida espansione della Riforma protestante. In Belarus essa apparve verso la meta del secolo, principalmente nella forma calvinista oppure quella piu radicale ariana (antitrinitaria). La chiesa cattolica ed ortodossa subirono gravi perdite. Per fermare lespansione del Protestantesimo nel 1569 nel paese furono chiamati i gesuiti. Dopo essere riusciti a capovolgere la tendenza, rivolsero la loro attenzione verso gli ortodossi. La loro idea dunione pero, implicava non soltanto unione nella fede, ma anche nel rito. Cosi gli ortodossi si trovarono sotto una duplice pressione. Alcuni reagirono, provando ad alzare il livello intellettuale e spirituale dei loro fedeli. Questi furono principalmente i laici, membri delle pie confraternite ortodosse, che apparvero in tutte le citta principali della Belarus. Il secondo gruppo, al quale appartenevano il metropolita, quasi tutti i vescovi ed i prelati, si mostro favorevole alla diretta unione con Roma, pur mantenendo il proprio rito. Dopo un periodo di preparazione e negoziazioni nellottobre 1596 a Brest, in Belarus occidentale, fu convocato il Sinodo. L8 ottobre (18 secondo il calendario gregoriano)  fu firmato latto dellUnione, in cui si affermava: Noi,... i sottoscritti Metropolita e vescovi di rito greco, dichiariamo per leternita che, vedendo che il governo della Chiesa di Dio nei Vangeli, secondo le parole del nostro Signore e Dio Gesu Cristo, fu stabilito in tale modo che la Chiesa di Cristo debba stare ferma su un unico Pietro, come sulla roccia e governata solamente da Lui... e che tale ordine nella Chiesa di Dio esiste fin dai tempi apostolici lungo tutti i secoli,...non volendo approfondire lo scisma ed essere causa della perdita dellunita nella Santa Chiesa... avendo nella mente la salvezza nostra e quella del gregge spirituale, affidato a noi da Dio, abbiamo mandato i nostri rappresentanti ...a Papa Clemente VIII..., chiedendo al Sommo Pontefice, che nella sua capacita di pastore supremo della chiesa cattolica, egli possa degnarsi di riceverci nella sua ubbidienza... lasciando per noi intatti i riti e le cerimonie della chiesa orientale e rutena, senza farci introdurre alcun cambiamento, ma lasciando tutto secondo la tradizione dei santi padri greci per sempre.

Lunione di Brest fu uno dei principali tentativi di riparare la tragica rottura fra le chiese cattolica ed ortodossa, che non ebbe pero pieno successo. I suoi principali avversari furono le confraternite ortodosse, che in quel tempo avevano un grande influsso sulla vita della Chiesa. Inoltre, le eparchie di Leopoli e Peremysl restarono ortodosse e non accettarono lunione fino quasi al secolo successivo.

Durante il secolo XVII e gran parte del secolo XVIII Belarus fu il centro della Chiesa unita. La maggioranza dei metropoliti in quel periodo provenivano da Belarus, compresi Giuseppe Velamin Rucki (1614 1637), chiamato da papa Urbano VIII Atanasio della Rus. In Belarus la chiesa unita ebbe pure il suo primo martire nella persona di San Giosafat, arcivescovo di Polacak, assassinato a Viciebsk il 12 Novembre 1623 dai nemici dellUnione. Al suo esempio si possono aggiungere cinque monaci basiliani, assassinati a Polacak il 11 luglio 1705 dallimperatore russo Pietro il Grande e dai suoi cortigiani.

I monasteri basiliani di Vilna e Suprasl divennero i centri della vita spirituale ed intellettuale. In quel tempo le scuole mantenute dai monaci basiliani rivaleggiarono con quelle dei gesuiti. Il monastero di Zyrovicy, con la sua miracolosa icona della Madre di Dio, divento un luogo di pellegrinaggio conosciuto anche al di fuori dei confini di Belarus. Gradualmente la chiesa unita si espanse e verso la fine del XVIII secolo circa l80 per cento dei bielorussi appartenevano ad essa. Divento il fondamento di una cultura ricca ed originale che comprendeva letteratura popolare, musica sacra, iconografia, architettura ecclesiastica etc. La Chiesa unita aiuto a sviluppare e rafforzare lidentita nazionale dei bielorussi, essendo uno dei fattori di divergenza fra loro da una parte, cattolici di rito latino di nazionalita polacca ed ortodossi russi dallaltra. 

LA SOPPRESSIONE

Verso la fine del Settecento lo stato federativo di Polonia e Lituania fu diviso fra Austria, Prussia e Russia, e cosi cesso di esistere. Da quel momento il destino della chiesa uniata in Ucraina e Belarus ando per strade diverse. Gli ucraini, che vivevano sotto il tollerante governo austriaco, avevano non soltanto la possibilita di mantenere la propria identita nazionale, ma di sviluppare e rafforzare la loro cultura e chiesa. Belarus, invece fu occupata dai russi, che negavano ai bielorussi il diritto di esistere come una nazione separata e li consideravano una parte del popolo russo. Giustamente nella chiesa uniata loro videro lostacolo principale per la russificazione e cercarono di distruggerla. A questo scopo trovarono uno strumento assai adatto nella persona di Giuseppe Siemasko che, prima come prete uniata e dopo come vescovo, per dodici anni preparo la distruzione della sua chiesa, indebolendone da dentro la struttura e cercando di smorzare il suo spirito. La fine arrivo il 12 febbraio 1839, quando al Sinodo, convocato da Siemasko nellantica citta di Polacak, fu firmato latto di riunione nel quale, tra laltro, si afferma, che  La nostra Chiesa (cioe bielorussa A.N.) fu costituita parte integrale della chiesa greco-russa, cosi come il nostro popolo, secondo la lingua e la discendenza, fu sempre parte integrale della nazione russa. Per questo motivo, La sollecitudine per leterna felicita del gregge affidato alle nostre cure spinse i membri del sinodo, secondo la loro lettera allo zar Nicolo I, di prostrarci dinanzi ai piedi della Sua Maesta imperiale e umilmente chiederti, monarca potente, di garantire la sorte degli uniati, permettendogli di diventare  membri della loro ancestrale chiesa tutta russa ortodossa. Lo Zar, ovviamente, diede il suo consenso grazioso. La soppressione della chiesa uniata fu un atto non religioso, bensi politico. Leterna felicita del gregge affidato alle loro cure preoccupava ben poco i suoi complici. Quello che avevano capito era che, fin quando i bielorussi fossero rimasti uniati, la politica di russificazione era destinata al fallimento.

La chiesa uniata bielorussa fu distrutta, ma lidea dellUnione era sopravissuta. La ritroviamo nei manifesti popolari di Kastus Kalinouski, il capo dellinsurrezione anti-russa 1863-64, nelle poesie del padre del risveglio nazionale bielorusso Francesco Bahusevic (1840-1900) e in altri documenti dellepoca. 

TENTATIVI DI RISVEGLIO (1905-1945)

Le autorita imperiali russe, spaventate dal movimento rivoluzionario del 1905, fecero alcune concessioni nel campo della liberta religiosa ai loro sudditi non ortodossi. Le concessioni pero, non si estendevano alla chiesa greco-cattolica. Questo non impedi la crescita dellinteresse per quella chiesa tra i bielorussi. I primi ad alzare la voce in questo senso furono gli scrittori Kazimier Kastravicki (Karus Kahaniec) e Alaiza Paskievic (Ciotka). Nel 1907 il Metropolita di Leopoli, Andrea Septycki, intraprese una visita segreta in Belarus con laiuto dei leader del movimento nazionale bielorusso radunati attorno al giornale Nasa Niva.

In seguito alla prima guerra mondiale e alla rivoluzione bolscevica in Russia (1917), Belarus fu divisa fra lUnione Sovietica e la Polonia. Gia prima di questo avvenimento linteresse allUnione cresceva tra i giovani sacerdoti di rito latino, quali Adam Stankievic, Kanstantyn Stepovic (conosciuto come poeta Kazimir Svajak), Jazep Hermanovic (poeta Vincuk Advazny), Uladyslau Talocka, Kazimir Kulak, Jazep Resac ed altri. Il giornale cattolico bielorusso Krynica (La sorgente) negli anni 1919-1921 aveva la regolare rubrica Langolo dellUnione i cui collaboratori principali erano i padri Stankievic e Stepovic. Articoli sullunione apparirono piu tardi in altre pubblicazioni bielorusse. Le circostanze, pero si mostrarono sfavorevoli ai greco-cattolici bielorussi privati della propria organizzazione ecclesiastica. Alcune parrocchie uniate in Belarus occidentale (Belarus orientale faceva parte dellUnione Sovietica, dove qualsiasi attivita religiosa fu soppressa) erano sotto la giurisdizione degli ordinari polacchi di rito latino che, con poche eccezioni, nel migliore dei casi non si interessavano dello sviluppo del rito bizantino. Generalmente, le autorita polacche civili ed ecclesiastiche avevano un atteggiamento ostile verso i cattolici bielorussi di qualsiasi rito, vedendo nella loro esistenza un serio ostacolo per la loro politica di polonizzazione. Latteggiamento della Santa Sede in tali circostanze non fu mai del tutto chiaro. Gli affari dei greco-cattolici in Belarus occidentale furono affidati alla Commissione pro Russia. Uno dei suoi componenti, il Superiore generale della Congregazione dei Padri Mariani, il vescovo Pietro Bucys, il 3 dicembre 1930 a Roma alla domanda di un consigliere dellambasciata polacca presso la Santa Sede: Perché i bielorussi e gli ucraini in Polonia erano soggetti a questa commissione rispose: Russi bianchi e russi piccoli (cioe bielorussi ed ucraini) sono Russi pure. I vecchi imperatori (russi) riconoscevano questo nellelenco dei loro titoli. Nel 1924 i gesuiti fondarono la loro missione di rito bizantino ad Albertyn vicino a Slonim nella Belarus occidentale. Presto loro capirono che la popolazione locale non era russa. Come veri apostoli fecero lo sforzo di imparare il bielorusso, per essere capaci di condurre lopera pastorale tra i bielorussi nella loro madrelingua. Nel 1932 a loro si uni un bielorusso, padre Antonio Niemancevic (1893 1943). Oltre il lavoro pastorale nella parrocchia di rito bizantino a Synkavicy, nel 1932 egli comincio la pubblicazione del giornale in lingua bielorussa Da zluchennia (Per lunione), che, proibito dalle autorita polacche nel 1936, rinacque nel 1938 sotto il nome Zluchennie. (Unione)

Nel 1931 il beato Mykola Carnecki, redentorista ucraino, fu consacrato vescovo e nominato Visitatore Apostolico per i greco-cattolici bielorussi ed ucraini che vivevano fuori della provincia metropolitana di Leopoli. I suoi poteri pero, furono molto limitati, egli poteva agire soltanto con il permesso ed il consenso degli ordinari locali di rito latino. 

Nel 1934 la commissione Pro Russia perse tutti i suoi poteri sui fedeli di rito bizantino, i quali furono restituiti alla Congregazione Orientale, ad essa inizialmente tolti. Tuttavia sullEuropa gia si stendeva lombra della guerra.   

Poco venne fatto per la restaurazione della chiesa greco-cattolica bielorussa nel periodo fra le due guerre mondiali. Nonostante cio, i nomi delle localita come Alpien, Babrovicy, Delatycy, Albertyn, cosi come quelli di molti parroci zelanti, sono ancora vivi nella memoria del popolo riconoscente.

La seconda guerra mondiale scoppio il 1 Settembre 1939. Il 17 Settembre Belarus ed Ucraina occidentali, che facevano parte dello stato Polacco, furono occupate dallUnione Sovietica. Cio significava per Belarus, che per la prima volta nella storia moderna, il suo territorio etnico si trovo dentro un unico stato, benché comunista ed ateo.  In questa nuova e instabile situazione politica il Metropolita Andrea Septycki nellOttobre del 1939 stabili quattro esarcati greco-cattolici.  A capo di ogni esarcato stava un esarca, che governava il suo territorio canonico in nome del Metropolita. Allinizio Papa Pio XII rifiuto di riconoscere la legittimita dellopera di Septycki, ma diede il suo consenso, e gli esarcati vennero sottomessi direttamente alla Santa Sede.

Uno degli esarcati, stabiliti dal metropolita Septycki, fu quello bielorusso. Il suo primo esarca divenne padre Antonio Niemancevic SJ. Arrestato nel 1942 dagli occupanti tedeschi mori a Minsk, nellospedale carcerario durante lepidemia di tifo, il 6 gennaio 1943.

Limportanza dellesarcato greco cattolico, nonostante la sua breve vita, stava nel fatto che per la prima volta nei tempi moderni i fedeli greco-cattolici bielorussi avevano la propria circoscrizione ecclesiastica e non erano piu soggetti allautorita degli ordinari latini locali. 

LA CHIESA IN ESILIO (1945-1990)

Dopo la seconda guerra mondiale lintera Belarus divento parte dellUnione Sovietica nella forma della repubblica sovietica socialista. Le autorita comuniste sovietiche si mostrarono ostili verso ogni forma di religione, ma la chiesa uniata fu oggetto del loro odio tutto particolare. Vi fu poca speranza di sopravvivere per la chiesa uniata in Belarus. Tuttavia, un piccolo gruppo di sacerdoti e laici in esilio si rifiutarono di credere che la loro chiesa fosse finita. Grazie al loro sforzo e alla loro perseveranza la chiesa uniata bielorussa sopravvisse nel mondo occidentale. Cosi, i padri Michele Maskalik e Ulazimier Salaviej lavoravano in Germania tra i profughi bielorussi. Nel 1946 padre Leo Haroska fondo la missione cattolica bielorussa a Parigi. Oltre allattivita pastorale egli comincio la pubblicazione della rivista Bozym Slacham (Sulla via di Dio). Questo periodico fu molto apprezzato per leccellenza del suo contenuto e per la forma di presentazione. Padre Haroska stesso fu lautore di parecchie opere di carattere religioso. A Chicago i benedettini bielorussi dellabbazia di San Procopio a Lisle fondarono la parrocchia del Christo Salvatore, che divenne il focolare della vita religiosa, sociale e culturale bielorussa. Il bollettino da loro pubblicato si chiamava Da zlucennia (Allunione). Dal 1959 il servizio di parroco di Chicago fu svolto da padre Uladzimier Tarasevic (1922-1986). Uno dei parrocchiani, Vaclau Panucevic, fu lautore di numerosi libri storici, compresi quelli sullUnione di Brest e su San Giosafat. Pero il centro piu importante di tutti fu la missione cattolica bielorussa di Londra. Essa fu fondata nel 1947 da padre Ceslao Sipovic MIC (1914-1981). Il cuore della missione fu loratorio di San Pietro e Paolo,  piccolo ma molto bello. Ci fu un tempo in cui la missione cattolica bielorussa contava sette preti, che lavorarono a Londra, tra i quali padre Giuseppe Hermanovic (1890-1978). Egli fu un famoso poeta e scrittore, autore di numerosi libri tra i quali le memorie della sua prigionia nel GULAG, dove trascorse sei anni.

Il 4 agosto 1960 padre Sipovic fu consacrato vescovo e nominato Visitatore apostolico per i fedeli di rito bizantino in diaspora, rettore della missione di Londra. Cosi, dopo 120 anni dalla soppressione della loro Chiesa, i bielorussi avevano di nuovo il loro vescovo, giusto per rappresentarli al Concilio Vaticano II. Gli succedette il vescovo Uladzimier Tarasevic di Chicago, dopo la sua morte nessun vescovo di rito bizantino fu piu nominato.

I greco-cattolici bielorussi sono particolarmente orgogliosi della biblioteca bielorussa di Francesco Skaryna a Londra. Benché una istituzione indipendente, la sua fondazione e dovuta alliniziativa del vescovo Ceslao Sipovic e ad altri sacerdoti della missione londinese. Essa e la sola istituzione del suo genere in Occidente, con lunica collezione di libri, periodici e documenti archiviali sulla Belarus, appartenenti al periodo dal XVI secolo fino ai nostri giorni. Sempre a Londra nacque il progetto di traduzione dei testi liturgici bizantini dal greco e slavo ecclesiastico in lingua bielorussa. La maggior parte dei testi ha gia ottenuto la necessaria approvazione ecclesiastica e viene usata dai greco-cattolici bielorussi in tutto il mondo.

Grazie alliniziativa della chiesa greco-cattolica nel 1989 a Londra venne creato il comitato di soccorso delle vittime delle radiazioni, il cui scopo fu aiutare le vittime bielorusse del disastro nucleare di Cernobyl del 1986. Numerosi carichi di medicinali furono mandati agli ospedali della Belarus e a partire dal 1991 centinaia di bambini bielorussi trascorsero le vacanze estive in Gran Bretagna.

Unaltro progetto inizio a Londra nel 1992, cioe laiuto ai giovani greco-cattolici della Belarus ad acquisire listruzione teologica: cio ha permesso a sette giovani di conseguire la laurea in teologia, uno di essi era promosso al dottorato.

Separati geograficamente dalla loro patria, i greco-cattolici bielorussi in diaspora, malgrado il loro esiguo numero, hanno dato un solido contributo alla vita della chiesa bielorussa, della quale si considerano parte integrale. 

NUOVO INIZIO (1990 nostri giorni)

Gli ultimi anni desistenza dellunione sovietica furono segnati dalla grande delusione dellufficiale ideologia materialista, specialmente da parte delle nuove generazioni. Molti giovani cominciarono la ricerca delle proprie radici nazionali, praticamente distrutte dalle autorita comuniste nel tentativo di creare il nuovo uomo sovietico. La riscoperta della propria identita nazionale ha salvato molti di loro dallimmoralita e dal nihilismo. Tuttavia, tanti percepirono che la sola idea nazionalista non era sufficiente, ad essa mancava il fondamento spirituale. La conoscenza della storia del proprio popolo porto queste persone verso la scoperta della chiesa uniata e del suo importante ruolo nella preservazione dellidentita nazionale bielorussa e dello sviluppo dei valori spirituali. Grazie alliniziativa di questi giovani fu ufficialmente registrata la prima comunita greco-cattolica a Minsk. Era linizio della rinascita della chiesa greco-cattolica. Essa non era imposta dallalto, ma veniva spontaneamente dal basso, dal popolo stesso. Nel 1990 fu ufficilamente registrata la prima parocchia greco-cattolica. Dal 1991 fino alla sua morte lattivita pastorale a Minsk svolgeva padre Jan Matusevic (1948-1998), grande patriota e promotore dellUnione. 

Nel 1991, dopo il crollo dellUSSR, la Repubblica di Belarus divenne indipendente. Una conseguenza dellindipendenza fu la liberta religiosa. Non tutte le religioni, pero, poterono godere di tale vantaggio. La chiesa ortodossa russa, che trovo un modus vivendi abbastanza confortevole con il regime comunista e aveva pienamente sviluppato la sua struttura gerarchica, fu la prima ad approfittare dalla nuova situazione. La chiesa cattolica romana aveva potuto fare cio in dimensioni assai ridotte, principalmente grazie al fatto che il Vaticano, nellatmosfera di liberalizzazione degli ultimi anni di governo sovietico, aveva ottenuto successo nel ristabilire la gerarchia cattolica in Belarus. I greco-cattolici, invece, hanno avuto la peggio. A partire dal 1990 loro scrissero parecchie lettere al Santo Padre, chiedendo di stabilire la chiesa cattolica in Belarus nella forma canonica dovuta. Ecco i frammenti di una di queste lettere, scritta il 24 giugno 1993, dai sacerdoti greco-cattolici bielorussi:

Negli ultimi tre anni i greco-cattolici bielorussi, fedeli e sacerdoti, avevano scritto parecchie volte alla Sua Santita, chiedendo di restaurare ufficialmente la loro Chiesa e di dare ad essa la necessaria forma canonica. Purtroppo non hanno ricevuto nessuna risposta.

Tre anni nella vita di un uomo, specialmente se giovane, e un periodo assai lungo. Noi siamo profondamente preoccupati che alcuni fedeli possano cadere nellamarezza e nella delusione e perdere quindi la loro fede nuovamente acquisita, con grave danno alle loro anime.

Noi viviamo nei tempi dellecumenismo. Noi tutti siamo favorevoli alla cooperazione, alla comprensione e al reciproco rispetto tra i cristiani di varie denominazioni, come presupposto del mutuo ravvicinamento, per restaurare alla fine lunita per la quale ha pregato nostro Signore Gesu Cristo. Tuttavia, esiste il pericolo dellecumenismo male interpretato: quando le anime vengono sacrificate alla superficiale apparenza dellunione...

Fra tre anni noi conteremo quattrocento anni dallunione di Brest. Magari, sarebbe bene ricordare, che Brest e una citta bielorussa... Sarebbe spiacevole, se lanniversario dellunione di Brest si celebrasse dappertutto tranne nel paese in cui essa ebbe luogo. 

Santo Padre, umilmente Vi chiediamo di nuovo: per lamore del Nostro Signore e Dio Gesu Cristo, che tutti noi serviamo, di restaurare la chiesa greco-cattolica in Belarus, dandole la forma canonica necessaria e il suo proprio Pastore  che, in unione con Voi, potrebbe guidare il gregge affidato a lui per il suo bene e per la gloria di Dio Uno e Trino. 

Allinizio del 1994 si diffuse la notizia, che le comunita greco cattoliche in Belarus sarebbero dipese direttamente dalla congregazione Orientale, che in suo turno nomino un suo delegato (Visitatore) il sacerdote polacco della Congregazione dei Mariani: padre Sergiusz Gajek.  

Ancora piu scoraggianti divennero per i bielorussi le celebrazioni del 400-simo anniversario dellUnione di Brest. Il 12 Novembre 1995 Giovanni Paolo II scrisse una lettera apostolica in particolare modo dedicata a quellevento. La lettera fu indirizzata esclusivamente alla Chiesa ucraina senza neanche menzionare Belarus. I bielorussi, e non soltanto i greco-cattolici, erano sbigottiti. Il comitato bielorusso delle celebrazioni, formato a Minsk esclusivamente dai laici, nella lettera al Santo Padre il 3 settembre 1996 scrisse: Sfortunatamente i bielorussi sono totalmente e incomprensibilmente ignorati in tutte le celebrazioni ufficiali del 400mo anniversario. Neanche un solo sacerdote bielorusso e stato invitato alla solenne liturgia in occasione del giubileo a luglio in Vaticano. La lettera apostolica In occasione del 400-mo anniversario dellUnione di Brest del 12 Novembre 1995 e stata particolarmente dolorosa per noi. In questa lettera né la chiesa uniata bielorussa, con la sua tragica e santa storia quattrocentesca, neppure il paese dove lUnione avvenne, sono stati menzionati, malgrado il fatto che Belarus fu il paese dove nacque la chiesa uniata.   

Nonostante molti disagi, i greco-cattolici bielorussi rimangono fedeli alla loro chiesa ricordando le parole di San Paolo Che niente puo separarci dallamore di Cristo. (cf. Rm 8, 35). In assenza di dati statistici affidabili e difficile calcolare lesatto numero dei fedeli. Ci sono circa quindici comunita organizzate in Belarus, in maggior parte riconosciute dallautorita civile. In Polacak esiste un piccolo focolare del monachesimo orientale - il monastero maschile studita dei santi Barys i Hleb con una bella chiesa lignea dedicata a Santa Paraskieva, costruita grazie allo sforzo comune dei monaci e della comunita parrocchiale in stile tradizionale bielorusso. La comunita di Polacak possiede anche una propria casa editrice Sofia, che pubblica i libri storici e devozionali. 

Nellagosto 1990 a Minsk vide la luce il primo fascicolo della rivista Unia, pubblicato dallassociazione Unia, formata dai giovani uniati, provenienti principalmente da Minsk. Il primo numero usci in unatmosfera di cospirazione, fu stampato allestero e contrabbandato in Belarus. Esso, assieme ai fascicoli successivi, divento un notevole evento nella vita religiosa del paese, grazie allalta qualita intellettuale degli articoli e per la sua attraente forma artistica. Ai giorni nostri il giornale Carkva (La Chiesa), che esce dal 1995 e adesso viene stampato a Brest, puo essere considerato la voce ufficiale della chiesa greco-cattolica bielorussa.

La grave difficolta della nostra chiesa e la penuria di preti. Non mancano le vocazioni, ma in assenza di un loro proprio vescovo i candidati al sacerdozio si trovano nellumiliante condizione di essere costretti a cercare vescovi stranieri che siano disponibili ad accettarli per lordinazione e dopo lasciarli andare in patria per il lavoro pastorale. Per questo motivo molti si sentono scoraggiati e delusi. La ovvia soluzione dei nostri problemi sarebbe la creazione della struttura canonica della chiesa bielorussa, possibilmente restaurando lesarcato eretto nel 1939 dal Metropolita Andrea Septycki.

Il messaggio di salvezza, che la Chiesa e chiamata a proclamare dal suo Divin Maestro, ha un carattere universale. Nella Chiesa tutti i popoli godono di uguale dignita, perche non vi e né giudeo, né greco (Gal 3, 28). Ma questo significa anche, che non sono gli affari della Chiesa a fare del giudeo un greco o viceversa. Nelle situazioni concrete la Chiesa dovrebbe rispettare lindividualita di ogni persona, compresa la sua identita etnica e nazionale. Sfortunatamente, in Belarus la Chiesa troppo spesso e stata usata come strumento politico di soppressione dellidentita nazionale dei bielorussi, della loro lingua e cultura. La Chiesa greco-cattolica bielorussa cercava, senza compromettere la buona notizia, di identificasi con il popolo in mezzo al quale era chiamata a proclamarla, condividendo le sue gioie e sofferenze. In altre parole, essa era pienamente cristiana e cattolica e pienamente bielorussa. Ecco perche lidea dellUnione e immortale. Essa e viva nei cuori di tutti coloro che uniscono la fedelta al comandamento di Cristo che tutti siano una cosa sola (Jn 17, 21) allamore e rispetto della loro tradizione nazionale, al loro bellissimo ed antico rito, al loro modo di lodare Dio.  

Bibliografia scelta

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